Ti assicuro che non è così. come Francesca Veronese, chiedo il permesso di utilizzare le mmagini per le mie lezioni. Ottimo lavoro, davvero. Utilizza una prospettiva completamente nuova e lontana dai canoni tradizionali; i discepoli sono seduti attorno a questa tavola messa in obliquo, su cui sono appoggiati diversi oggetti per la cena, tra cui spicca il vino ed il pane, gli elementi fondamentali dell’Eucarestia. Inoltre, devi sapere che questa versione dell’Ultima Cena si trova di fronte ad un altro eccezionale quadro, sempre opera del Tintoretto ed è intitolato la lavanda dei piedi. Si tratta di un particolare molto importante, perché dona alla scena un’atmosfera molto più umana ed umile; inoltre, devi sapere che i modelli che hanno posato per il ruolo dei discepoli di Cristo in questo lavoro erano delle comuni persone del popolo. Guarda cosa c’è sulla tavola: pane e vino, i 2 simboli tradizionali dell’Eucarestia. Potrebbe stupirti, ma devi sapere che non il Tintoretto non è stato il primo ad utilizzare questo artificio. Tintoretto con questo lavoro prende una strada completamente diversa da quella imboccata dai suoi predecessori e colleghi; non mette il tavolo frontalmente (cosa che invece fa Leonardo da Vinci nella sua rappresentazione dell’Ultima Cena), ma lo dispone “di sbieco” e di traverso. Si, so che non sarà così innovativa e particolare come quella che si trova nella chiesa di San Giorgio Maggiore, ma anche questa ha degli elementi molto intriganti. Tintoretto, Ultima cena, 1592-1594, olio su tela, 365 x568 cm. Gesù si sta alzando improvvisamente dal tavolo spalancando le braccia per consegnare il pane a 2 discepoli accanto a lui, prefigurando la sua prossima crocifissione. La tovaglia bianca e gli apostoli sono colpiti da una luce diffusa che sembra provenire più dall’aureola di Gesù che dalle candele del lampadario: la luce divin… E ciò per diversi motivi. Viene scelto proprio il pane perché dopo le disposizioni del Concilio di Trento, è stato deciso che in questo alimento è contenuto completamente il corpo di Cristo. La struttura compositiva del dipinto Ultima Cenadi Tintoretto è molto diversa da quella tradizionale. La composizione dinamica è visibile di nuvole vorticose e luce incostante. Ma hai visto queste figure in primo piano? Per quanto riguarda la storia di questa tela, a dirti la verità, non c’è molto da dire. così ho deciso di scrivere questo articolo. Posso chiederti le fonti bibliografiche da te utilizzate per arrivare a queste conclusioni? Aggiornato 18 Maggio 2020. Dimentica l’Ultima Cena del Da Vinci, la tradizione e la geometria. Si tratta di un paggio e ci sono 2 misteri che lo riguardano: Anche questo è un personaggio simbolico che ricorda che la storia di Cristo è una vicenda che non verrà mai dimenticata e la lega al presente. Dove si trova: Chiesa di san Giorgio Maggiore, Venezia. Puoi utilizzare tutte le immagini di cui hai bisogno per la tua presentazione. Le fonti di luce in questo lavoro sono 2: una arriva dal primo piano e l’altra proviene da un’entrata che sta in lontananza, vicino la cucina della locanda, sulla destra. Una delle domande più interessanti a proposito di questa tela è: perché è tutto così buio? In realtà il dettaglio è uno solo ed è più che sufficiente. Ci sono alcuni elementi che si ripetono nei quadri dell’Ultima Cena del Tintoretto come il cagnolino che con il suo movimento unisce la zona inferiore e quella superiore dell’aopera. Nell’elaborazione della scena, il Tintoretto pianifica i movimenti di ciascun protagonista e l’inserimento di alcuni dettagli in modo tale che si notasse un legame con la tradizione ebraica. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 24 mar 2020 alle 00:21. Facciamo un passo indietro negli ultimi 20 anni della vita di Jacopo Robusti. Ci sono tutti i servi ed i lavoratori della locanda, impegnatissimi a soddisfare le richieste dei clienti. "L'ultima cena" è un dipinto autografo del Tintoretto, appartenente al ciclo dei "Dipinti per la sala grande di San Rocco", realizzato con tecnica ad olio su tela tra il 1779 - 1581, misura 538 x 487 cm. Adesso guarda la parte superiore della tela del Tintoretto l Ultima Cena. Voglio dirti un’ultima cosa a proposito dei colori utilizzati dal Tintoretto. Jacopo però sa benissimo che deve fare attenzione ai dettagli, perché sono quest’ultimi a rendere eccezionali le opere, e qui, di particolari ce ne sono un sacco. Esatto. Nell’inquadratura il tavolo è posizionato a sinistra del dipinto e obliquo rispetto al piano della composizione. Bravissimo! Ha un sacco di incarichi e la sua fama è alle stelle. Completata l’impresa per il duca, le commissioni per nuovi quadri arrivano da ogni parte, a tal punto da essere pieno di lavoro fino al 1592, rimanendo in attività fino a 70 anni. Il nome completo dell'immagine corrisponde al nome della leggenda biblica: "Giuditta e Oloferne". Lo puoi capire dal fatto che quella di destra ha i capelli tutti arruffati e scombinati a causa della frenesia del suo lavoro. L’Ultima Cena di Tintoretto nella chiesa di San Trovaso a Venezia non può che colpire chi la osservi. Grazie a te per i complimenti. Si tratta di un dettaglio molto importante perché rappresentano la distinzione tra il mondo terreno e quello spirituale. Questa storia parla del comandante del re babilonese Nabucodonosor Holoferne, ucciso da una vedova israeliana di nome Judith. Se ci trovassimo davanti ad un quadro come gli altri, questa tela di Tintoretto Venezia dovrebbe terminare così, con Cristo e gli apostoli, ma non è così. Aspetta un momento: perché Gesù sta dando del pane agli Apostoli? Tintoretto dà una certa umanità al dipinto, ambientandolo in una sorta di taverna veneziana, la volontà del pittore era infatti quella di ambientare l'ultima cena nell'epoca in cui l'artista stesso viveva. 1592-1594. Ora voglio farti conoscere tutti i dettagli di questa tela. ULTIMA CENA DELLA SCUOLA GRANDE DI SAN ROCCO. Molto probabilmente sono un profeta ed una sibilla, 2 personaggi che rappresentano l’Antico Testamento e le profezie legate alla vita di Cristo. Nella tela prevale una prospettiva angolare, in cui gli apostoli non vengono messi al centro della scena, che invece viene occupata da personaggi accidentali, come la donna che cerca un piatto in una tinozza o i servitori che prendono i piatti dal tavolo. E’ un lavoro eccezionale! È un'opera perfettamente in linea con gli altri dipinti del medesimo pittore. Chi sono? Presto lavorerò anche su altri capolavori del Tintoretto. Il tema dell’ultima cena è forse il più ricorrente nel catalogo del Tintoretto. ti aiuto io. È l’uomo che si trova in primo piano ed è ritratto di spalle, con una grande veste rossa. Voglio farti conoscere una serie di capolavori senza precedenti. Sto parlando delle 2 donne che si vedono ai lati della scena e dei bambini, ma anche del gatto in basso a destra che si ripropone spesso anche nelle versioni successive della scena. Con questo obiettivo ben chiaro in testa, decide di donare alla scena un impianto completamente diverso rispetto a quelli visti in passato. Un intenso chiaroscuro domina tutta la scena, dando particolare rilievo alle vesti dei protagonisti. Grazie mille Edmundo. L' Ultima cena è un dipinto del pittore veneziano Tintoretto realizzato intorno al 1592 - 1594 e conservato nella Basilica di San Giorgio Maggiore a Venezia. Sul lato sinistro del quadro, infatti, proprio alle spalle del Signore e degli apostoli, ci sono 2 donne. A proposito, voglio dirti una cosa a proposito del contrasto luminoso. Potrebbe essere un’allusione all’Eucarestia ed il bicchiere pieno di vino simboleggerebbe il sangue di Cristo di cui Giuda si è macchiato con il tradimento. Jacopo Robusti, veneziano di metà cinquecento, è stato uno dei grandi pittori del Rinascimento italiano: noto al mondo come "il Tintoretto", nome che deve al mestiere del padre, pittore di stoffe, questo artista viene ricordato perché è stato uno dei più grandi esponenti della scuola veneziana del nostro Paese, nonchè precursore dell'arte barocca per l'uso di luce e prospettiva. Se è la prima volta che ti trovi davanti a quest’opera, sono sicurissimo che avrai notato il forte dinamismo che collega tutti i protagonisti della scena. Dove si trova: Chiesa di San Marcuola, Sestriere Levante. perché Gesù sta dando del pane agli Apostoli? Con questo curioso artificio, il pittore ha molta più libertà di azione per la sua scena, ed infatti ne approfitta calando la sacra scena in una tranquilla e caratteristica taverna veneziana. La storia del quadro, inedita prima versione dell'"Ultima Cena" di Tintoretto custodita nella chiesa di San Trovaso a Venezia, e l’importanza che esso ebbe, quindi, per il percorso artistico de El Greco, verranno presentate martedì 5 aprile 2016 alle ore 11.00 a Casa dei Carraresi, in una conferenza aperta a tutti. Mi chiedevo però perché Tintoretto predilige tanto questo soggetto? Ha finito il dipinto in 1594 per la chiesa di San Giorgio Maggiore a Venezia. Come puoi vedere, i protagonisti del quadro sono in un ambiente molto buio, molto difficile da riconoscere. E così aggiunge alle spalle di Giuda una cesta con una spugna a terra ed un telo. Essendo una tela molto lunga, il pittore dispone i suoi personaggi in modo intelligente e non li arrocca tutti in un piccolo spazio della sua scena; infatti, non sono tutti seduti attorno alla tavola. Grande! Proprio così: l’Ultima Cena Tintoretto non è composta soltanto da Cristo e gli apostoli, ma anche da altri protagonisti. Adesso torna a guardare all’interno della stanza: hai visto quel ragazzo sul lato sinistro della tela? I colori densi e l’uso di un rosso così vivace fa emergere Cristo ed alcuni degli apostoli e gli angeli. Per via di un’iscrizione ritrovata proprio sotto a questo dipinto di Jacopo. Descrizione e stile. Ci sono dettagli ad alta definizione che valgono più di tante parole. Conoscerai la storia, le novità ed i dettagli fondamentali di ciascuno dei lavori del, Scoprirai quale tra le alternative riproduzioni di Jacopo Robusti, quale è la più importante di tutte, Quale è il significato dei tanti oggetti e dei personaggi aggiuntivi introdotti dal pittore nella classica scena della vita di Cristo, Luminosità profana (è quella emanata dalla lampada a soffitto e che avvolge tutta la scena), Luminosità religiosa (è quella che divampa dall’aureola di Gesù e degli apostoli), Luminosità spirituale (ovvero quella che proviene dagli angeli formati dal fumo e che simboleggiano la spiritualità del dipinto), Cristo con gli apostoli Giovanni e Pietro al centro. L'ultima cena è un dipinto a olio su tela di 365x568cm realizzato tra il 1592 ed il 1594 dal pittore italiano Tintoretto. Il fatto che tutti gli apostoli sono seduti su degli sgabelli e non su delle normali sedie. Ma si tratta pur sempre di una scena sacra, e quindi Tintoretto ha delle regole che deve rispettare, ed infatti, le 2 donne non sono delle semplici serve, ma hanno un ulteriore ruolo. Nel padiglione Expo della Santa Sede spicca per valore artistico e simbolico l’originale Ultima cena del Tintoretto, proveniente dalla chiesa veneziana di San Trovaso.Realismo, simbolismo e attualità, nella tensione dell’uomo fra corpo e anima e di una storia nella quale ancora riecheggia l’angosciosa domanda «Rabbì, sono forse io?». La luminosità profana è gestita dalla lampada a soffitto che irraggia l'ambiente e colpisce i vari personaggi. Ma … una domanda: perché Tintoretto ha voluto dipingere 6 diverse Ultima Cena? Tintoretto con questo lavoro parla chiaro: non vuole più saperne di regole tradizionali della pittura e scene viste e riviste; ora vuole donare all’arte qualcosa di nuovo ed inaspettato. Dove si trova: Chiesa di San Polo, Venezia. Quella misteriosa donna che sta in primo piano, sul lato sinistro della scena, intenta ad allattare un bambino al seno. Forti contrasti chiaro-scurali e la presenza di una luce di scorcio fanno apparire il quadro come una rappresentazione teatrale immortalata. Quasi sicuramente, questo capolavoro fa parte della lunga serie di opere prodotte da Jacopo nel periodo di massimo successo, proprio come la copia della Lavanda dei piedi (si tratta di una copia perché l’originale si trova nella National Gallery di Londra) che è esposta sempre all’interno della chiesa di San Trovaso. Una tela che contiene tutti i tratti caratteristici e innovativi di questo straordinario artista: la tavola in obliquo per creare profondità, la scena attualizzata in una taverna con due servitori e centrata sul Cristo che comunica gli apostoli ed emana una luce così forte da far spalancare le nubi tra gli angeli che accorrono. Tintoretto muore all’età di settantacinque anni dopo aver realizzato tre ultime opere per la Basilica di San Giorgio Maggiore: gli Ebrei nel desertoe la caduta della manna, l’ Ultima Cena e la Deposizione nel sepolcro (1592 – 1594). La donna che sta più a sinistra della scena ha tra le mani un vassoio vuoto, l’altra invece è coperta addirittura da alcuni uomini, rendendo impossibile vedere quale è il suo incarico. Guarda meglio. Al centro troviamo la testa di Gesù. Il primo luogo in cui è stata messa la tela non è lo stesso in cui la puoi ammirare oggi, ma probabilmente era sopra all’antico banco della confraternita del Sacramento. Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. hai visto quel ragazzo sul lato sinistro della tela? Hai gettato luce su questi quadri del Tintoretto e ho potuto vedere molto di più. Ultima Cena: Veronese e Tintoretto a Confronto Jacopo Rubusti (tintoretto) Vita in breve Pala Bevilacqua Pala Giustiniani Vita in breve Ritrovamento del corpo di San Marco '' La scuola grande'' Paolo Caliari ( Veronese) - Nato a verona nel 1528 Paolo Veronese muore il 19 aprile Il testo è stato molto utile per me. TINTORETTO ULTIMA CENA JACOPO ROBUSTI JACOPO ROBUSTI. È un personaggio simbolico che collega 2 tipi di nutrimento: quello materiale e quello spirituale, ovvero i 2 livelli che si uniscono nell’Ultima Cena di Cristo. Grazie. Siamo nell’ultimo periodo della vita di Jacopo Robusti. Il Tintoretto mette Cristo al centro della scena, donandogli un’aureola così luminosa e forte che sembra quasi che stia per aprire un varco dimensionale tra il mondo degli uomini e quello celeste. In questa versione dell’Ultima Cena, Gesù ed i suoi apostoli sono riuniti attorno al tavolo: Cristo è impegnato a benedire l’agnello, il pasto sacrificale per eccellenza. Come faccio a sapere che è proprio lui e non un altro? Sono molto felice che ti sia piaciuto il mio lavoro. Bravissimo! In fondo a destra ci sono 2 inservienti che stanno togliendo un paiolo (una pentola) dal fuoco, in primo piano c’è una domestica con un carico di stoviglie e nell’altra mano sta consegnando dei confetti all’oste. Hai notato che è completamente differente da quella che sta sulla testa degli apostoli? Siamo precisamente nel 1579: è un anno d’oro per questo artista. Due anni dopo firma la pala dell’Ultima cena nella chiesa veneziana di San Marcuola. Nella parte alta dell’opera si vede una donna intenta a filare, in basso a sinistra c’è un gatto affamato alla ricerca di cibo, poi la sedia di uno degli apostoli cade rovesciata a terra dopo che quello che c’era seduto si è alzato di scatto dopo la notizia data da Cristo. L'Ultima Cena - Tintoretto. Dove si trova: Cattedrale di San Martino, Lucca. Anche qui Giuda si distingue dagli altri personaggi perché ha una bisaccia (una borsa) al cui interno sono contenuti i denari che ha ricevuto per aver tradito Cristo ed ha l’altra mano appoggiata sul tavolo. Si. Chi sono? Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Sei bravissimo! Oltre alla serie dell’Ultima Cena ho analizzato anche il Miracolo dello Schiavo. Il misticismo ed il realismo sono gli elementi fondamentali di questa rappresentazione dell’Ultima Cena. Come abbiamo già detto prima, qui la luce è abbastanza fioca e l’oscurità fa da padrona all’intera scena, dando quasi la sensazione di trovarsi davanti ad uno dei capolavori di Caravaggio. Nessuno si aspettava una notizia del genere e le reazioni sono diverse: molti sono senza parole, altri hanno delle facce allucinate, altri sono sorpresi e queste espressioni sono visibilissime soprattutto negli apostoli più vicini al Signore. Ultima Cena di Tintoretto, le linee prospettiche convergenti concorrano diagonale lontano dalla superficie e creata un e un effetto inquietante di profondità e movimento. La data in cui è stata completata l’opera è la seguente: il 27 agosto 1547. Sono 2 figure allegoriche. Grazie. In questa Ultima Cena Tintoretto rappresenta il momento in cui Cristo, posizionato all'estremità della tavola, avvicina l'ostia alla bocca di San Pietro raffigurando il momento dell'Eucarestia. Ho scritto questo articolo per farti conoscere ogni dettaglio dell’Ultima Cena del Tintoretto e le differenze che ci sono tra la innumerevoli versioni dei suoi lavori. Quella che appare sulla tavola apparecchiata, in primo piano, sembra una torta con delle candeline, ma non si è riusciti a capirne il significato. L'Ultima cena proveniente dalla chiesa di San Polo (15745) restaurata, e la successiva di un decennio, di San Trovaso, sono un momento altamente significativo della mostra, per la straordinaria dinamicità delle composizioni e per il diretto confronto. Ma alla fine, perché ha ambientato l’Ultima Cena in una taverna veneziana? È un mendicante impegnato a chiedere la carità, ma uno degli apostoli gli fa capire che non è il momento giusto perché sta guardando ed ascoltando Cristo e non può distrarsi. Questo confine è reso ancora più sottile dalla presenza degli angeli che stanno planando dall’alto e che circondano la scena e dalla coltre di nubi che si dirada attorno all’aura di Cristo. Probabilmente alcune di loro le conoscerai già, mentre altre ti saranno completamente nuove, ma ti assicuro che ti lasceranno a bocca aperta. Antecedente alla tela di San Marcuola, vi è solo un’Ultima Cena di collezione privata; preceduta a sua volta da una Cena in Emmaus (Budapest) e dal Cristo tra gli Evangelisti (Collezione lombarda). Grazie. Sono un vecchio appassionato d’arte e voglio congratularti per questo bel lavoro d’illuminazione. Questa ipotesi è emersa dopo che sono stati fatti diversi confronti tra le misure del banco e quelle del lavoro di Jacopo, ed è saltato fuori che sono praticamente identiche! Quest’ultimo sta per prendere della frutta dal tavolo che sta sull’estrema destra della scena. Hai visto quelle 2 strane figure che si vedono all’esterno della stanza, sotto il portico? Questa versione del quadro è semplicemente spettacolare ed è lontana anni luce dalle precedenti versioni dell’Ultima Cena che il Tintoretto ha dipinto nel corso della sua carriera. Per prima cosa, questa tela all’interno di San Trovaso rappresenta un istante differente dell’Ultima Cena. Grazie! Insegno Storia dell’arte in un liceo e anche io. Se fai attenzione puoi notare che è l’unico tra i discepoli che non ha un aureola e poi è impegnato con entrambe le mani al vino. In realtà doveva rappresentare l’ultima cena, viene commissionata dalla chiesa. Si, illuminazione. Come faccio a sapere che doveva trovarsi proprio sopra al banco? Grazie a te per l’interesse, Francesca. Tintoretto - L'Ultima cena Per la Chiesa di San Giorgio Maggiore Tintoretto realizza l’Ultima cena, uno dei vertici più alti della sua pittura. Il Tintoretto ha dipinto 6 versioni differenti dell’Ultima Cena perché i committenti erano tutti diversi. Sono contento che ti sia stato utile Marika. Basilica di San Giorgio Maggiore, Venezia È un'opera perfettamente in linea con gli altri dipinti del medesimo pittore. Giusto per darti un’idea, stiamo parlando di ben 8 quadri a tema bellico e con protagonista esclusiva la famiglia Gonzaga. Così in questo lavoro rappresenta ben 2 momenti diversi: la rivelazione del tradimento di uno degli apostoli e la celebrazione della comunione. L' Ultima Cena è un dipinto, realizzato tra il 1592 ed il 1594, ad olio su tela, da Jacopo Robusti, detto Tintoretto (1518 - 1594), collocato nel presbiterio della Basilica di San Giorgio Maggiore a Venezia. Grazie mille! È un'opera perfettamente in linea con gli altri dipinti del medesimo pittore. E sul lato destro della scena c’è qualcosa di importante? Su questo lato si intravede una grande valle dove il sole sta per sorgere e si vedono anche diversi edifici sul lato destro. Sono contento che ti sia piaciuto il mio lavoro. BELLISSIMO! La simmetria è alla base di questa rappresentazione: tutti i personaggi sono uniti tra loro tramite i movimenti, e sono tutti “contenuti” all’interno di un’invisibile cornice formata dalle 2 donne ai lati della tela. Grazie. E come se non bastasse, il pittore mette la tavola dell’Ultima Cena in diagonale, aumentando il senso di profondità di tutta la scena. Ti capisco ed è una cosa normale dato che il capolavoro di Leonardo è 100 volte più famoso e conosciuto rispetto al quadro di Jacopo. È un'opera perfettamente in linea con gli altri dipinti del medesimo pittore. Bada bene: non è una cattiveria, ma si tratta di un gesto molto importante che simboleggia che la carità materiale (rappresentata dal dare del denaro o cibo al mendicante) in questo istante è meno importante di quella spirituale. Sono toni abbastanza scuri, dove risalta quasi immediatamente il bianco ed il grigio del pavimento a scacchi e subito dopo anche il rosso ed il blu della veste di Cristo. Con una mano trattiene il bicchiere pieno di vino mentre con l’altra si avvicina ad una damigiana per versarsene dell’altro. Dove si trova: Chiesa di San Trovaso, Venezia. Quest’ultimo, non si accontenta di un solo lavoro, anzi, gli commissiona una serie intera di tele da conservare all’interno del Palazzo Ducale di Mantova. San Giovanni … La loro posizione ravvicinata potrebbe trarti in inganno, ma non cascarci! Ormai è troppo vecchio ma non vuole assolutamente abbandonare la pittura, e così si fa aiutare da suo figlio Domenico. Si tratta di una panchina riservata ai membri più importanti della Scuola del SS. Si, hai capito bene: non parlo di un solo quadro, ma di 6 opere che hanno tutte lo stesso nome. Ultima cena, di Tintoretto dipinta nel 1592. è frontale e in quest'ottica l'effetto prospettico è maggiore. Quale è l’aspetto più interessante di questa tela? La luminosità profana è gestita dalla lampada a soffitto che irraggia l'ambiente e colpisce i vari personaggi. Ultima Cena del Tintoretto: tutto sul dipinto L’ultima cena è un dipinto a olio su tela di 366×570 cm realizzato tra il 1592 ed il 1594 dal pittore italiano Tintoretto . Questo particolare momento dell'Ultima Cena non rappresenta il momento del tradimento, come l'Ultima Cena dipinta da Leonardo, bensì il momento dell'istituzione dell'eucaristia. Questa serie di lavori hanno in comune un importante elemento, l’artista: il suo nome è Jacopo Robusti, ma forse tu lo avrai conosciuto con un altro nome, il Tintoretto. Devo dirti la verità, è stata un’impresa difficile ma che mi ha dato parecchie soddisfazioni. E cosa c’entra con l’Ultima Cena? Una lettura di 4 minuti. Un forte senso dinamico anima tutta la scena: ci sono gli apostoli che chiacchierano tra loro, alcuni di loro si girano, altri sono spaventati ed altri ancora sono increduli e sorpresi. È stata un’impresa ardua, ma il Tintoretto non si spaventa per così poco e nel giro di un anno porta a compimento la richiesta del duca. Il Tintoretto è “avanguardia”, è audace e non ha paura di osare nella pittura. Dà un’occhiata sul lato sinistro dell’opera, a quell’uomo in primo piano che si sta avvicinando ad uno degli apostoli. Il Tintoretto è “avanguardia”, è audace e non ha paura di osare nella pittura. Ultima cena. Ma al Tintoretto tutto questo non basta e va oltre. L’uomo che sta in piedi e che sulla testa ha un’aureola molto luminosa e chiara è Gesù, il quale è impegnato a distribuire la comunione ai suoi discepoli. È così che il quadro del Tintoretto è andato a finire nel presbiterio. Nel 1548 Tintoretto dipinge per la Scuola grande di San Rocco il Miracolo di san … Tintoretto, Ultima Cena, 1578-81 - Scuola Grande di San Rocco Emilio Vedova, Mosè fa scaturire l'acqua dalla roccia da Tintoretto, 1942 - Firenze, Museo Alberto della Ragione Realismo e semplicità sono alla base di questa composizione. Qui trovasi una Ultima Cena del periodo giovanile di Tintoretto in cui la scena è avvolta da una luce naturale che proviene dalla grande arcata di fondo che sembra dare in un giardino.La composizione è molto movimentata e ricca di un realismo popolare del tutto nuovo, quasi irriverente. Cristo è al centro della composizione, ritratto nel momento dell’Eucarestia. Farò del mio meglio per analizzare tutte le versioni di questa scena del Tintoretto. Bravo. È difficile dire con certezza di chi si tratti dato che sono quasi del tutto trasparenti come dei fantasmi! Soltanto 2 anni dopo, il Tintoretto morirà a causa di una febbre devastante. Quando avrai finito di leggere questo articolo, ti assicuro che: Allora, sei pronto per conoscere questi spettacolari lavori? La tela non ha una vicenda esaltante alle sue spalle, ed infatti pare che al momento del completamento del quadro, quest’ultimo sia stato spostato all’interno della cappella del sacramento della Chiesa di San Trovaso. Proprio così: rappresentano la chiesa degli Ebrei e la chiesa dei Gentili; dall’unione di queste 2 nasce la nuova chiesa cristiana. Alcuni dei discepoli cercano di avvicinarsi al Signore, altri invece si distendono sul lato destro dove ci sono i mendicanti ed alcuni di loro invece si voltano in basso per dare da mangiare alla bambina qui presente, rispettando i desideri altruistici di Cristo. Sacramento durante la celebrazione della messa o altri riti. Grazie, Dario Mastromattei. Tweet. Tintoretto in questa versione sceglie di ritrarre il momento in cui Gesù rivela ai suoi discepoli che tra loro c’è un traditore. Video realizzato per l'ora di religione della scuola primaria. Ora ti racconto la storia di com’è nata l’Ultima Cena di Tintoretto che si trova nella Chiesa di san Giorgio Maggiore a Venezia. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Dimentica l’Ultima Cena del Da Vinci, la tradizione e la geometria. Mi piace tantissimo Tintoretto! Oltre alla serie dell’Ultima Cena ho analizzato anche il Miracolo dello Schiavo. Tintoretto:. La luminosità religiosa è data dall'aureola degli apostoli e di Gesù Cristo. Una efficace introduzione alle riflessioni su Tintoretto per l’ anno del suo centenario. Uno degli ultimi capolavori di Tintoretto, realizzato con l’aiuto del figlio Domenico. Cristo è quasi sul fondo della scena, illuminato dalla luce divina, e sta offrendo il pane. Come puoi vedere, Jacopo sceglie di ritrarre non l’istante in cui Gesù annuncia l’imminente tradimento da parte di Giuda, ma preferisce rappresentare la condivisione del pane con gli apostoli. Si tratta di Giuda Iscariota, qui volutamente imbruttito dal Tintoretto e trasformato quasi in un animale, con una faccia poco raccomandabile e dei vestiti orrendi. In ogni caso questa stranezza era già presente in un'Ultima Cena datata 1574; opera di Pomponio Amalteo ed ora al Castello di Udine. La tela dell’Ultima Cena è stata commissionata dalla Scuola del SS. A proposito del traditore, se non l’hai ancora riconosciuto, non preoccuparti, (anche io ci ho messo un po’!) Ma cos’ha di così particolare questa versione dell’Ultima Cena? Matrimonio mistico di santa Caterina d'Alessandria con i santi Agostino, Marco e Giovanni Battista, Madonna col Bambino tra i santi Marco e Luca, Battesimo di Cristo Chiesa di San Silvestro, Presentazione di Gesù al Tempio Gallerie dell'Accademia, Assunzione della Vergine Chiesa di Santa Maria Assunta detta I Gesuiti, Resurrezione di Cristo con san Cassiano e santa Cecilia, Resurrezione di Cristo Scuola Grande di San Rocco, Compianto sul Cristo morto Città del Messico, Cristo placa la tempesta sul lago di Tiberiade, Battesimo di Cristo Scuola Grande di San Rocco, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Ultima_Cena_(Tintoretto)&oldid=111673607, Collegamento interprogetto a una categoria di Wikimedia Commons presente ma assente su Wikidata, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Ovviamente si tratta di Giuda, che qui puoi riconoscere facilmente per via della sua tunica scura, ritratto di spalle ed impegnato a nascondere la borsa con i 30 denari che ha ricevuto per aver consegnato Cristo alle guardie.